Premio Europa per il Teatro Premio Europa per il Teatro Premio Europa per il Teatro Premio Europa per il Teatro
XI Edizione - Motivazione giuria

Per lei e per la gente del suo paese che ha sofferto tanto, è senza dubbio l'epiteto “Premio Europa” ad essere importante come conferma del fatto che i serbi sono stati presenti su questo continente e sempre lo saranno. Vivendo in Serbia e allo stesso tempo in Europa, Biljana Srbljanovic non è stata per niente gentile coi suoi compratioti: nella “Trilogia di Belgrado” ha rivelato tutta la loro doppia morale abilmente nascosta; poi, con rabbia, dipinge una loro caricatura in “Storie di famiglia”. L'autrice appartiene alla corrente della nuova drammaturgia europea; coraggiosa, aperta, brutale, non è critica solo nei confronti del suo paese: in “Il supermarket”, è partita alla volta dell'Occidente superficiale e non le manca l'audacia per criticare in “L'America”, è in quest'opera che ha raggiunto la maturità nella capacità di caratterizzare psicologicamente i personaggi. “La caduta” analizza la gente che vive in paesi con regimi totalitari, e in “Locuste” torna indietro al suo paese con l'animo per dipingere una foto storica di quattro generazioni che si fronteggiano col volto attuale del paese. Biljana Sbrljanovic non è la sola autrice di teatro politicamente impegnata che critica con ferocia il regime del suo paese e la gente che supporta tale regime: l'anno scorso, Harold Pinter in persona ci ha fatto capire che non è la sola a farlo. Per niente monocromatici, i Balcani di Biljana Srbljanovic hanno un paesaggio mozzafiato: rude, franco, litigioso e mistico. Più di tutti i suoi predecessori, questa autrice ha portato i Balcani il più vicino possibile all'Europa e ci ha fatto riflettere su quanto dello spirito dei Balcani è presente nella sua anima. La sua voce ha echeggiato fortemente per l'intero continente.