Premio Europa per il Teatro Premio Europa per il Teatro Premio Europa per il Teatro Premio Europa per il Teatro
La storia
Il Premio Europa per il Teatro (60.000 euro), programma pilota della Commissione Europea, è nato nel 1986 con il sostegno e il patrocinio della Comunità Europea, come riconoscimento da assegnare a quelle personalità o istituzioni teatrali che abbiano "contribuito alla realizzazione di eventi culturali determinanti per la comprensione e la conoscenza tra i popoli".
In coerenza con questi criteri, nel 1987, la prima artista ad essere premiata dalla giuria internazionale presieduta da Irene Papas, fu Ariane Mnouchkine per l'attività svolta con il Théâtre du Soleil. Il premio alla Mnouchkine fu un vero e proprio "colpo di teatro, emozionante e profetico".
 
L'artista, nel corso della cerimonia di premiazione, trasmessa in eurovisione dal Teatro greco di Taormina, auspicando l'abbattimento delle barriere che, ancora in quegli anni, dividevano in due blocchi separati il continente europeo, disse di volere dedicare il premio agli artisti dell'altra Europa, quella che allora si chiamava dell'est. Nello stesso tempo, essendo la vita teatrale nelle sue forme più impegnative, difficile anche in occidente, il contributo economico costituito dal premio rappresentò un aiuto al Théâtre du Soleil per potere proseguire la sue attività e la sue ricerche teatrali.
Nella stessa edizione, Carlo Ripa di Meana, Commissario alla Cultura della Comunità Europea del tempo, decise di assegnare un premio speciale, all'attrice greca Melina Mercouri, divenuta ministro della Cultura del suo paese, alla quale venne riconosciuto il merito di avere saputo coniugare nell'attività pubblica e artistica la passione politica con una profonda sensibilità culturale
 
Nell'edizione successiva, l'attenzione verso la figura degli artisti premiati e il loro stile di lavoro teatrale si fece più intensa e diretta.
Il premio a Peter Brook inaugurò a Taormina una prassi che, da quel momento, è una delle caratteristiche peculiari e più apprezzate del Premio Europa: il lavoro di riflessione e di studio intorno a chi riceve il premio si espresse quell'anno in tre indimenticabili giornate di incontri, articolate in un memorabile dialogo aperto tra Peter Brook e Grotowski, in un corposo contributo di relazioni e testimonianze, in proiezioni di audiovisivi e in dimostrazioni aperte al pubblico che videro impegnati, insieme al maestro, alcuni dei suoi attori preferiti.
 
La documentazione di quelle giornate si trova oggi raccolta nel libro "Gli anni di Peter Brook".
A partire da quest'edizione il Premio Europa assunse il patrocinio del Consiglio d'Europa e dell' Unesco, iniziò, inoltre, la collaborazione con l'Associazione Internazionale dei Critici di Teatro.
La terza edizione, oltre a premiare Giorgio Strehler per il grande contributo da lui dato al formarsi di un'Europa del teatro e della cultura, inaugurò la collaborazione con l'Union des Théâtres de l'Europe e istituì il Premio Europa Nuove Realtà Teatrali (20.000 euro) che fu assegnato ad Anatolij Vassil'ev. Per l'occasione il regista russo diede vita a un laboratorio-spettacolo di rara intensità. Completò, il convegno sul premiato, la lettura, recitata e commentata da Strehler e Giulia Lazzarini, di scene da "Elvira e la passione teatrale" di Jouvet .
 
Nella quarta edizione fu Heiner Müller, un poeta e drammaturgo, a ricevere il premio. Il Premio Europa Nuove Realtà Teatrali andò a Giorgio Barberio Corsetti, ai Comediants, e a Eimuntas Nekrosius, rispettivamente, per i nuovi mezzi scenici utilizzati, per il teatro di strada e per il lavoro drammaturgico. La fisionomia del premio si andava man mano precisando secondo i desideri delle Giurie: questa edizione del premio fu perciò un'iniziativa articolata in intense giornate di studi e analisi, unite a numerosi momenti di creazione e spettacoli, cui parteciparono un gran numero di addetti ai lavori e registi di livello internazionale.
 
Tra gli spettacoli si ricordano l'incontro di musica e parola in un Prometeo di Heiner Müller per la regia di Heiner Goebbels, un Faust di Giorgio Barberio Corsetti e un Mozart e Salieri, e scene da Le Tre Sorelle, in prima europea, di Eimuntas Nekrosius che contribuì non poco a far conoscere il lavoro teatrale del regista lituano nel resto d'Europa. Nella sezione Ritorni, ritorna Anatolij Vassiliev che presenta, nella splendida cornice dell'hotel S. Domenico, in prima europea, L'Anfitrione di Molière.
Con la quinta edizione per la prima volta si sconfinava dall'Europa rendendo omaggio a Robert Wilson e alla dimensione planetaria del suo teatro: Wilson animerà, con sorprendente calore e vivacità, il convegno a lui dedicato e presenterà Persephone.
Il Premio Europa Nuove Realtà Teatrali viene assegnato ex-aequo al Théâtre de Complicité, compagnia inglese fra le più interessanti degli ultimi tempi e alla rivelazione Carte Blanche-Compagnia della Fortezza che da anni porta avanti l'idea del teatro come riscatto per la libertà e per la dignità umana, lavorando con attori-non attori reclusi nelle carceri italiane di Volterra. La sezione ritorni propone uno spettacolo di Vassil'ev, Le lamentazioni di Geremia, ispirato alla spiritualità, alla musica e ai rituali ortodossi e, in anteprima mondiale, quadri da Amleto di Nekrosius.
 
Presieduta da Jack Lang, la giuria internazionale della VI edizione, assegnò il Premio Europa a Luca Ronconi e il IV Premio Europa Nuove Realtà Teatrali a Christoph Marthaler. La consegna dei premi concludeva un denso calendario di lavori ed eventi. Due i convegni internazionali: il primo sullo "Spettacolo dal vivo: informazione, critica, istituzione" e il secondo sul "Metodo Ronconi".. Per gli spettacoli di Ronconi, andò in scena un episodio dai Fratelli Karamazov, mentre una prova aperta, in anteprima, di Questa sera si recita a soggetto di Pirandello svelò alcuni segreti del suo "metodo".
L'incontro con Christoph Marthaler aprì una finestra sull'ironia tagliente, la straripante vivacità intellettuale e l'approccio al teatro di un personaggio apertamente considerato un genio dai suoi interlocutori internazionali. La sezione "Ritorni" fu dedicata a Robert Wilson che, per il centenario della nascita di Bertolt Brecht, propose, con il Berliner Ensemble, Der Ozeanflug su testi di Bertolt Brecht, Heiner Müller e Fedor Dostoevskij.
 
Il teatro danza e la personalità carismatica di Pina Bausch danno alla VII edizione del Premio Europa una fisionomia speciale.
Gli interventi di danzatori, collaboratori e testimoni del lavoro dell'artista tedesca messi Sulle tracce di Pina da un convegno internazionale, spaziano dall'Europa all'India, dal Giappone agli Stati Uniti, da Palermo all'Australia. Un viaggio - fatto di emozioni, ricordi e performace - coronato dallo spettacolo antologico Small Collection, offerto dalla Bausch insieme alla sua compagnia storica Tanztheater di Wuppertal e completato da film, da video e da una mostra fotografica.
 
Il V Premio Europa Nuove Realtà Teatrali viene dato al Royal Court Theatre per aver saputo valorizzare e difendere una nuovissima generazione di autori come Sarah Kane, Mark Ravenhill, Jez Butterworth, Conor McPherson e Martin McDonag. L'attività svolta dal Royal Court Theatre viene illustrata nell'incontro Di scena il Royal Court, scandito da letture e dimostrazioni tratte da opere della più recente drammaturgia britannica con gli attori del Royal Court. In esclusiva italiana, è presentato The Weir di Conor McPherson, diretto da Ian Rickson.
 
Per la sezione "ritorni", Christoph Marthaler, alla guida di un incredibile ensemble, propone Die Spezialisten e riscuote un successo clamoroso.
Tra le iniziative collaterali, vanno ricordati due importanti incontri: Scrivere/rappresentare: esempi di nuova drammaturgia europea proposti dalla Giuria del Premio Europa, seguiti da una mise en espace realizzata da Théâtre Ouvert e L'Arte dell'attore, sviluppi e cambiamenti negli ultimi quindici anni, dibattito organizzato dall'Union des Théâtres de l'Europe, con la partecipazione, tra gli altri, di Erland Josephson. Da questa edizione, diventa organismo associato e sostenitore del Premio la Convention Théâtrale Européenne.
 
Nell' VIII edizione, premiando Lev Dodin , non si è solo reso omaggio ad uno dei migliori allievi di Stanislavski, si è anche aperto uno spaccato sull'attività incessante del regista siberiano e del Maly Teatr di Sanpietroburgo, dove, tra precarietà istituzionali ed economiche, si assiste a un fermento creativo che, in questo momento, non ha paragoni nel resto d'Europa. Il lavoro di Dodin e il contesto in cui egli prevalentemente lavora, si sono potuti apprezzare in un convegno denso di interventi e testimonianze e in due spettacoli: La casa di Fijodor Abramov - la cui riproposizione a Taormina è stata fortemente voluta da Dodin stesso - e Molly Sweeney di Brian Friel, in prima mondiale.
 
Il VI Premio Europa Nuove Realtà Teatrali è andato gli olandesi del Theatergroep Hollandia; al giovane regista tedesco Thomas Ostermeier e agli italiani della Societas Raffaello Sanzio. Quattro gli spettacoli proposti dagli artisti premiati: Voices da Pasolini e Ongebluste Kulk (Hollandia), Crave di Sarah Kane (Thomas Ostermeier), Amleto, la veemente esteriorità della morte di un mollusco (Societas Raffaello Sanzio).
 
Un premio Speciale è stato assegnato al BITEF (Belgrade International Theater Festival). Una Menzione speciale ha ricevuto Ibrahim Spahic per il ruolo della sua attività nei giorni disperati di Sarajevo in guerra.
Il "ritorno" di Peter Brook (II Premio Europa per il Teatro nel 1989) con Le Costume, dello scrittore sudafricano Can Themba, alla cui coproduzione hanno partecipato il Premio Europa e Taormina Arte, ha reso omaggio ad uno dei più grandi registi viventi e alla poliedricità rigorosa del suo teatro.
 
Nella IX edizione il teatro si dilata, supera se stesso e si riafferma - intrecciandosi con il cinema, la danza e la musica - integrando diverse tendenze che animano la scena contemporanea.
Premiando Michel Piccoli la giuria ha voluto celebrare un grande artista squisitamente europeo e un modo di concepire il mestiere d'attore che, attraversando i generi (cinema, teatro), trova, al di là di essi, in uno stile inscindibile dall'uomo e dal suo impegno civile, la ragione fondamentale.
Michel Piccoli, con la complicità di Klaus Michael Grüber propone, al teatro Massimo Bellini di Catania, uno spettacolo che è, allo stesso tempo, un omaggio all'Isola, al mito, al teatro e ai suoi "luoghi: Piccoli- Pirandello, à partir des Géants de la montagne.
A Piccoli sono dedicati un incontro, "Michel Piccoli, ovvero il viaggio a doppio senso: teatro- cinema e una rassegna dei più significativi film interpretati dal grande attore francese.
Heiner Goebbles, vincitore del VII Premio Europa Nuove Realtà teatrali, propone due spettacoli di eccezionale livello: Max Black, un compendio (godibilissimo) di epistemologia, arte, musica e filosofia, articolato in una partitura - musicale, visiva, verbale, gestuale e "pirica" - affidata alla voce e al corpo di André Wilms, e The Left Hand of Glenn Gould, una performace maturata nel corso di un laboratorio condotto in Germania da Goebbles alla Justus Liebig Universität di Giessen al quale hanno collaborato i borsisti del laboratorio multimediale fabrica di Treviso.
Con il premio Nuove Realtà ad Alain Platel viene riconosciuta l'intensa attività di un danzatore, coreografo e regista che ha saputo abbattere le barriere tra discipline diverse (danza, teatro, musica, circo) e l'impegno di un artista in grado elaborare e montare, insieme al suo collettivo, Les Ballets C. de la B., spettacoli di grande rigore, lavorando anche con non professionisti, persone svantaggiate o bambini.
Alain Platel propone Iets op Bach con un ensemble di nove musicisti e nove danzatori del suo collettivo. Sulle note di Bach, i danzatori del Ballets C. de la B., provenienti da ogni parte del mondo, raccontano loro stessi e le loro vite in modo crudo e poetico, riscuotendo un clamoroso successo di pubblico.
Al teatro di Goebbles e Platel sono dedicati due incontri.

Per la X edizione, nel 2006, il Premio Europa per il Teatro, assegnato ad Harold Pinter e a Josef Nadj e Oskaras Korsounovas per le Nuove Realtà Teatrali, si è trasferito a Torino. Le sue attività, ospitate dal Teatro Stabile della città, sono state inserite in un programma speciale per la cultura ideato in occasione delle Olimpiadi invernali. L’assegnazione del Premio Europa ad Harold Pinter non ha solo celebrato uno dei maggiori autori viventi, ha voluto anche indicare una strada che torna ad essere rilevante in questo particolare momento della vita teatrale e civile in diverse parti del mondo. Come è indicato nella motivazione al premio, “per quanto sia un vero e proprio poeta teatrale, Pinter è uno scrittore politico ma non perché sostenitore di una determinata ideologia di partito, quanto per un attacco contro lo sfruttamento della dignità umana e del linguaggio da parte di chi governa.” Indimenticabile è stato, a questo proposito, l’incontro-intervista con Pinter curato da Michael Billington, critico di The Guardian e biografo ufficiale del drammaturgo. L’incontro - introdotto dal saluto di Ján Figel’, Commissario europeo all’educazione, formazione, cultura - è stato preceduto dal convegno Pinter: Passion, Poetry and Politics.  L’omaggio a Pinter è stato completato dalla rappresentazione di The new world order, una scelta di pièce del drammaturgo inglese riunite dalla regia di Roger Planchon e da Pinter Plays, Poetry & Prose a cura del Gate Theatre di Dublino con la regia di Alan Stanford e gli attori Charles Dance, Michael Gambon, Jeremy Irons, Penelope Wilton. A Josef Nadj, Premio Nuove Realtà Teatrali, è stato dedicato l’incontro Josef Nadj, un théâtre en chair et en ombre; all’incontro è seguito Duo, una performance di Nadj tratta da Canard Pékinois. Oskaras Korsunovas ha proposto due spettacoli di notevole impatto: Playing the Victim, un testo dei fratelli Presnyakov, e Il Maestro e Margherita da Michail Bulgakov. Un incontro è stato dedicato a Lev Dodin, in occasione della presentazione del volume bilingue Lev Dodin, Le creuset d’un théâtre nécessaire/ The melting pot of an essential theatre, edito dal Premio Europa che raccoglie gli atti dell’VIII edizione del Premio. La sezione Ritorni, dedicata a Luca Ronconi, ha offerto un incontro con il regista e tre dei cinque spettacoli ronconiani creati a Torino in occasione delle Olimpiadi invernali: Troilo e Cressida di William Shakespeare, Il Silenzio dei Comunisti, di Vittorio Foa, Miriam Mafai e Alfredo Reichlin, Biblioetica, dizionario per l’uso, di Gilberto Corbellini, Pino Donghi e Armando Massarenti. La X edizione ha ospitato, inoltre, il 22° Congresso e l’Assemblea generale dell’Association Internationale des Critiques de Théâtre, tornata a riunirsi in Italia dopo vent’anni. L’associazione si è interrogata sul ruolo della critica oggi, in un meeting intitolato: The End of the Criticism? Sempre nel corso della X edizione si sono avute l’Assemblea Generale de l’Union des Théâtres de l’Europe; la riunione della Convention Théâtrale Européenne; la riunione dell’Instituto Internacional del Teatro del Mediterraneo. Inoltre, nel 2006 il Premio Europa per il Teatro ha spostato parte delle sue attività in Polonia: la città di Varsavia ha ospitato infatti, da ottobre a novembre nell’ambito del festival Teatralnych Spotkania un vasto programma della sezione Ritorni del Premio.  La XI Edizione del Premio Europa per il Teatro si è svolta a Salonicco dal 26 al 29 Aprile 2007, finanziata dal Ministero greco della Cultura, che ne ha affidato l’organizzazione in Grecia al Teatro Nazionale della Grecia del Nord. La Giuria internazionale, riunitasi nel 2006 a Torino, ha assegnato il Premio Europa ex-aequo a Robert Lepage e Peter Zadek. Il IX Premio Europa Nuove Realtà Teatrali è andato a Biljana Srbljanovic e Alvis Hermanis. Il premio si è confermato come uno dei principali appuntamenti culturali europei richiamando uomini di cultura, critici, direttori di teatri e di festival di ogni parte del mondo e numerosi giornalisti delle maggiori testate, europee ed internazionali. Al lavoro teatrale di Robert Lepage, uno dei registi più interessanti e creativi di oggi, è stato dedicato un convegno, animato da critici e studiosi di diversi paesi. Il convegno è stato seguito dalla rappresentazione di alcuni estratti da sue opere teatrali attraverso i quali è stato possibile apprezzare, con lo stesso autore e regista spesso in scena, la poetica visionarietà di un vero maestro del teatro contemporaneo. L’approccio alla scena di Peter Zadek, maturato nel corso di una lunga carriera, si è potuto ammirare nella rappresentazione del Peer Gynt di Ibsen messo in scena dal regista tedesco con il Berliner Ensemble.

A Biljana Srbljanovic, drammaturga serba, sono stati dedicati un incontro e una conferenza, seguiti da un reading da sue opere e dallo spettacolo Locusts, con la regia di Dejan Mijač e lo Jugoslav Drama Theatre.  Alvis Hermanis, attore, autore e scenografo lettone, ha proposto due spettacoli che hanno evidenziato uno stile di lavoro che sa andare oltre la rappresentazione, affondando nella nuda condizione esistenziale di “personaggi”. I due lavori proposti, esemplari di questa ricerca, entrambi scritti e diretti da Hermanis, sono stati: Long Life con il New Riga Theatre e Fathers con Schauspielhaus di Zurigo. Una dimostrazione è stata dedicata, inoltre, all’ultimo lavoro in allestimento dell’autore e regista lettone, The Sound of Silence.  Una conferenza e un incontro hanno completato i lavori dedicati al teatro di Hermanis.  L’XI edizione del PET è stata anche l’occasione per un colloquio dell’Associazione Internazionale dei Critici di Teatro sul tema: Prizes, who needs them? La manifestazione si è conclusa con la cerimonia ufficiale di consegna dei premi nella serata del 29 aprile 2007.

I lavori della XII edizione del Premio Europa per il Teatro si sono aperti con un Colloquium sul vasto argomento delle diversità culturali organizzato dall’Associazione greca dei critici teatrali e musicali in collaborazione con l’Associazione Internazionale dei Critici di Teatro e il Teatro nazionale della Grecia del Nord. Il relatore principale è stato Richard Schechner.La giornata è proseguita con lo spettacolo Mnemopark del gruppo Rimini Protokoll, coi vincitori del X Premio Nuove Realtà Teatrali. Mnemopark si affida ad un ensemble di appassionati di vecchi modelli di trenini elettrici e ad alcune soluzioni sceniche intelligenti per raccontare della Svizzera odierna, paese di orologi e trenini deliziosi che attraversano paesaggi alpini accompagnata da interviste simil- documentaristiche.  La prima giornata si è chiusa con Cleansed (Purificati) di Sarah Kane per la regia di Krzysztof Warlikowski, lui pure insignito del X Premio Europa Nuove Realtà Teatrali. La messa in scena di Warlikowski ha restituito in pieno il senso profondo di claustrofobia ed irreparabile inquietudine trasmessi dal testo di Sarah Kane. Warlikowski fa risuonare sentimenti forti e strazianti, ai quali una scena “vuota”, i pochi elementi utilizzati, il disegno delle luci, la bravura degli attori danno grande forza e significato. La seconda giornata si è aperta con una conferenza e un incontro, dedicati a Krzysztof Warlikowski. Le testimonianze di attori e collaboratori del regista polacco, hanno sottolineato le contraddizioni nate dal rigido approccio della Polonia alla religione. Un contesto in cui le minoranze sessuali o esistenziali possono dare il via ad un dibattito complesso. Dopo la conferenza dedicata a Warlikowski, la giornata è proseguita con la proiezione del film De la Maison des Morts, dall’opera di Janacek messa in scena da Chéreau. Il film consente di apprezzare quale lavoro Chéreau riesca a fare con cantanti lirici e attori in scena di modo che non appaiano goffi, che è il rischio usuale delle produzioni liriche. Nel primo pomeriggio è iniziata la prima parte del Symposium su Patrice Chéreau ed il suo tema è stata l’attività incessante del regista che spazia dalla prosa, all’opera, al cinema, alle letture di testi. La capacità di coinvolgersi in progetti di grandi istituzioni teatrali riuscendo comunque a sfuggire ad ogni ufficialità, l’attenzione alle nuove tecnologie ed il loro uso sapiente e non esibito, la ricerca sull’uso espressivo del corpo degli attori, la vivificazione del testo attraverso le letture, sono stati altri temi del symposium. Il Teatro Nazionale della Grecia del Nord ha offerto un contributo alla XII edizione del Premio Europa per il Teatro proponendo “Baccanti” di Euripide.  Questa versione della tragedia è stata caratterizzata da forti connotazioni popolari, da richiami a un mondo agro-pastorale dove Dioniso può ancora tornare. Elemento di una continuità e di un sincretismo culturale e religioso nel quale il dionisiaco può ancora essere evocato. La giornata si è conclusa con due spettacoli del Belarus Free Theatre: Generation Jeans e Being Harold Pinter. Generation Jeans è un monologo che incrocia ricordi minuti di vita quotidiana ed eventi noti della dissidenza di certi Paesi prendendo come punto di riferimento un indumento simbolo: i jeans.

Being Harold Pinter mette in scena il processo creativo, la vita e le scelte di Harold Pinter. Questo spettacolo del Belarus Free Theatre cerca di dare risposte ad alcune domande che lo stesso Pinter si è posto: come nasce una pièce? Che differenza c’è tra la verità nella vita e la verità nell’arte? La giornata di sabato si è aperta con la proiezione del film Garden of Earthly Delights – the Coreographer Sasha Waltz per la regia di Brigitte Kramer, dedicato alla figura della danzatrice e coreografa tedesca Sasha Waltz.  A seguire, il pubblico ha assistito alla conferenza - incontro con Rimini Protokoll, collettivo svizzerotedesco di registi, vincitori del X Premio Europa Nuove Realtà Teatrali. Le testimonianze degli intervenuti hanno analizzato l’opera dei tre registi ed in particolare la loro personalissima “drammaturgia della cura”: i loro spettacoli sono incentrati sulla gente comune e su temi di grande attualità quali la disoccupazione, la vecchiaia, l’inquinamento, la precarietà del lavoro, l’immigrazione, ecc… Nel pomeriggio, i lavori sono ripresi con la presentazione del libro “Giorgio Strehler ou la passion théâtrale/Giorgio Strehler or a passion for theatre”, edizione bilingue, ampliata ed arricchita da testimonianze inedite della monografia “Giorgio Strehler o la passione teatrale” edita da Ubulibri e dedicata a Giorgio Strehler, vincitore del III Premio Europa per il Teatro nel 1990. Il volume in francese ed inglese è stato pubblicato in occasione del decennale della morte del grande regista, fondatore del Piccolo Teatro di Milano. A seguire, Patrice Chéreau ha presentato la prima delle due “letture” teatrali, “La douleur” di Marguerite Duras. Il testo è un diario in cui l’autrice si riconosce in termini di stile. Prima della lettura, nella seconda parte del symposium su Chéreau, il proteiforme regista ha affermato che considera se stesso il risultato di tutte le persone incontrate nel corso della sua vita e che le osservazioni altrui sono una parte fondamentale del suo approccio, inoltre egli pensa con orrore all’idea delle persone che non cambiano mai. Le manifestazioni di domenica si sono aperte con l’incontro con il Belarus Free Theatre, un gruppo di artisti bielorussi che hanno ricevuto una Menzione speciale nell’ambito del Premio Europa Nuove Realtà Teatrali. Il gruppo ha parlato delle tre pièce presentate al Premio, inclusa Zone of Silence, realizzata appositamente per il Premio Europa per il Teatro. Alla conferenza ha partecipato Alexander Milinkevich, leader dell’opposizione politica bielorussa.  Alcuni dei temi principali sono stati l’approccio al teatro del gruppo e il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni. Il loro è un teatro che denuncia di qualsiasi impedimento alla libertà d’espressione.  Nel pomeriggio, c’è stata la proiezione del film Wahl Kampf Wallenstein, per la regia di Helgard Haug e Daniel Wetzel (Rimini Protokoll), tratto dalla loro pièce omonima. Il film è incentrato sull’interpretazione che alcuni attori non professionisti danno dell’opera di Friedrich Schiller. A seguire, nella sezione Ritorni è stato presentato Hamlet di Shakespeare, un work in progress di Oskaras Korsunovas, VIII Premio Europa Nuove Realtà Teatrali. Durante la cerimonia di premiazione si è visto assegnare il Premio Europa a Patrice Chéreau per la sua straordinaria capacità di esprimersi in forme diverse di arti sceniche e nel cinema, nel corso di una carriera segnata da un continuo rinnovamento. Anatoli Vassiliev ha consegnato il Premio Nuove Realtà Teatrali al gruppo Rimini Prototokoll. Lo stesso riconoscimento ha avuto Krzysztof Warlikowski da Alvis Hermanis La menzione Speciale al Belarus Free Theatre è stata una ulteriore occasione offerta al collettivo bielorusso per potere esprimere e sottolineare la condizione di oppressione che ancora oggi si vive nel loro paese, un paese comunque europeo.  Dopo la premiazione, Patrice Chéreau ha proposto la lettura di Coma un testo di Pierre Guyotat. La perfonmance è stato il migliore esempio possibile per comprendere cosa intenda dire Chéreau quando sostiene che le letture possono essere considerate teatro a pieno titolo.